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Roberta Tucci: Calabria 1 strumenti. Zampogna e doppio flauto. Una ricerca e un disco (1977-1979)

R. Tucci

Nel 1979 Diego Carpitella – il grande studioso di cui nel 2010 ricorre il ventennale della morte – diede avvio alla collana discografica “I Suoni – musica di tradizione orale”, per la Fonit Cetra, con il disco Calabria 1 strumenti, curato da Roberta Tucci.  Il disco conteneva una selezione delle registrazioni musicali, oltre a un nutrito apparato documentale, anche visivo, a un’analisi organologica e musicale, a una prima organizzazione classificatoria dei due principali aerofoni polifonici di tradizione agro-pastorale della regione. La pubblicazione di Calabria 1 strumenti ha messo in circolazione una quantità di dati di valore primario, riguardanti nomi e luoghi di suonatori e di costruttori, repertori, forme, stili musicali: tutto un mondo di tradizione orale di grande vitalità, che all’epoca era fondamentalmente sconosciuto e che è divenuto così un patrimonio di conoscenze a disposizione di ricercatori e appassionati. Con questo volume si rende nuovamente fruibile tale documentazione, a distanza di oltre trent’anni, con uno sguardo arricchito dal racconto personale e dalla messa in luce delle teorie e delle pratiche che hanno guidato la ricerca sul campo e la successiva realizzazione discografica.

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Cantaturu di Sasà Megna

E’ prodotto da A.R.P.A. – Catanzaro il CD “Cantaturu“, l’ultimo lavoro discografico di Sasà Megna una produzione dedicata all’arte unica e originale di  una delle più grandi voci del Meridione. Con il suono straordinario di una chitarra battente che esplora tutte le sfumature offerte dallo strumento, dalle tecniche tradizionali fino a nuove soluzioni inedite, ad accompagnare un canto che emoziona per il gusto antico e la raffinata sensibilità personale.

Nel crotonese il maestro cantore, u cantaturu, era un personaggio importante per la comunità, rappresentava la sua memoria, la saggezza tramandata nei canti e sempre disponibile all’occorenza, quando una chitarra battente, strumento elettivo del cantare, la riprendeva dalla biblioteca mentale del suonatore. E l’arte del cantare veniva insegnare, illustrata, e quindi appresa, nella frequentazione “da bottega” tra maestro e l’allievo, fraquentazione continuata, interessata, attiva, che selezionava spontaneamente i suoi discepoli. Salvatore Megna ha svolto questo apprendistato, ed è perciò, oggi, un qutentico mastru cantaturi, con in più l’esperienza e la sensibilità tutta contemporanea di chi ha sempre avuto curiosità per le musiche del suo tempo, da qualunque parte del mondo provenissero e con qualunque strumento fossero suonate“. F. Macrì